… Dio si rende scandalosamente presente …

«E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria,
gloria come di unigenito dal Padre,
pieno di grazia e di verità» (Gv 1,14).

Carissimi fratelli, buon Natale!
La nascita di Gesù a Betlemme è il segno della grande speranza cristiana: Dio si rende scandalosamente presente, in modo pieno e definitivo, nella nostra vita, nel mondo. Gesù è la carne di Dio, il Dio fatto carne.
Nel gemito, come nel sorriso e nella fame, nel pianto e nel volto e nelle mani e nel corpicino profumato di questo Bambino, è Dio che si fa vedere, sentire, toccare, abbracciare e curare. Giuseppe e Maria non solo hanno contemplato Gesù come il Figlio di Dio ma, prima ancora, lo hanno accolto come figlio e lo hanno accudito, protetto, custodito, vivendo dei suoi sorrisi e donandogli affetto e carezze con il cuore pieno di gioia, di meraviglia. Nelle mani di Maria e di Giuseppe, tra le loro braccia, giaceva il Figlio di Dio, l’Emmanuele e per questo Bambino hanno speso tutta la loro vita!
L’augurio più bello che ci possiamo scambiare in fraternità è di accogliere questo piccolo segno della presenza di Dio, l’Emmanuele, in mezzo a noi: di accudire, cioè, Gesù bambino nel fratello che vive con noi, nelle persone e nei tanti fedeli che incontreremo in questi giorni di festa. La vera liturgia del Natale è Dio che viene ancora oggi ad abitare in mezzo a noi, tra le nostre povertà e fragilità, senza paura, senza riserve o rimorsi, ma convinto di stare con noi, desideroso di essere abbracciato e di illuminare gli angoli più reconditi dei nostri cuori. Perché è lui la vera gioia, quella Luce da Luce che ha vinto le tenebre del mondo. Cristo, il Figlio di Dio, la stella del mattino, quella stella che non conosce tramonto, orienti verso il Padre – il sommo bene, tutto il bene, ogni bene – le nostre esistenze, ogni nostro sforzo, tutte le energie e i sentimenti che impegniamo per costruire un mondo migliore a partire dalle nostre piccole fraternità.

A Natale non dimentichiamoci dei poveri, di chi si sente solo, smarrito, degli anziani e degli ammalati abbandonati.
A Natale non diamo per scontato gli abbracci e gli auguri da scambiarci reciprocamente, con sincerità.
A Natale doniamoci un sorriso, spendiamo gli uni per gli altri parole buone, celebrando le feste con semplicità e serenità, vivendo in pace, riconciliati, colmi di speranza, di gioia, di gratitudine per il dono della vita, della nostra chiamata, per la fraternità in cui siamo, per l’amore che il Signore ci fa sperimentare ogni giorno.
A Natale resti accesa in noi la fiamma dell’amore di Dio, il fuoco dello Spirito Santo che ha plasmato giorno per giorno la carne di Gesù Bambino, il suo corpo come anche il suo spirito.
A Natale, sull’esempio del Serafico padre san Francesco, continuiamo a pregare per la pace, per la giustizia, per il dialogo, per l’unità tra i cristiani. Amen. Alleluia.
Vi benedico in Cristo Gesù.

Con gioia e pace

Napoli, 20 dicembre 2016

Padre Edoardo Scognamiglio, Ofm Conv.
Ministro Provinciale di Napoli e Basilicata

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